Sono una mentore transpersonale e nel mio lavoro ti accompagno a ricordare chi sei davvero.
Attraverso il corpo, l’energia, il silenzio e il femminile profondo, abbracciando ogni parte di te — la forza, la fragilità, il corpo, il sacro.
Il mio approccio è esperienziale e rituale. Affonda le radici nella Biotransenergetica, nei percorsi del femminile archetipico, nella psicologia umanistica, nelle pratiche psicocorporee, nello sciamanesimo, nella scrittura come via iniziatica.
Ma soprattutto nasce da ciò che ho vissuto, dalle ferite che mi hanno aperta alla vita, e dalle innumerevoli rinascite che ho attraversato.

Fino ai trent’anni ero perfettamente inserita in una vita “giusta”: studi, relazione stabile, lavoro come insegnante.
Ero felice. Ma c’era una voce. Silenziosa, insistente, piena di mistero.
Mi diceva: “Per te c’è di più.”
È stato quel richiamo a portarmi in India a fare volontariato insieme a un’amica. Portavo con me una valigia e una domanda aperta: “Chi voglio essere?”
A Sarnath, dove il Buddha ha pronunciato i suoi primi insegnamenti, ho respirato il silenzio delle monache tibetane, ho danzato con ghirlande di fiori insieme a bambini dagli occhi scuri, ho discusso di filosofia buddhista, ho benedetto la pioggia portata dai monsoni.
Mi sono persa tra le vie affollate di Varanasi, ho sentito il mio corpo reclamare con forza — per il caldo, i dolori di pancia, la stanchezza, l’odore forte, lo smog.
E ho pianto a lungo, di commozione e di tristezza, finché i nodi di cui non ero nemmeno consapevole hanno iniziato a sciogliersi.
È stata un’esperienza totale, che ha aperto dentro di me una nuova consapevolezza.

Al mio ritorno ho chiuso la mia relazione, perché non rispecchiava più la donna che stavo diventando.
E ho iniziato un lungo viaggio interiore: psicoterapia, teatro rituale, tarocchi, archetipi, astrologia umanistica, respirazione olotropica, yoga, danza.
Ho incontrato il mio femminile, quello che avevo imparato a nascondere.
E l’ho ascoltato, scoprendo che sapeva guidarmi.
La fine di un altro amore mi ha spezzata. Ma quel dolore l’ho trasformato nel mio primo romanzo: Viola e il Vento.
Una fiaba che parla ai bambini, ma che è soprattutto un racconto archetipico per donne un po’ streghe un po’ sciamane.
Un canto d’amore per la parte più ferita e più potente di noi, dalla quale può nascere una vita più gioiosa e più luminosa.

Con la Biotransenergetica.
Un incontro profondo e radicale con lo spazio del Sé.
Grazie a questa via ho attraversato una soglia: oltre la mia storia, oltre la mia mente.
Ho sentito la coscienza espandersi, ho toccato il Divino, ho smesso di cercare risposte e ho iniziato ad abitare il mistero.
La BTE mi ha donato occhi nuovi per guardare il mondo e strumenti per fluire nella vita.
Da allora non l’ho più abbandonata: mi ha trasformata dall’interno, cambiando il modo in cui vivo ogni giorno.
Oggi integro i suoi princìpi e i suoi insegnamenti in ogni esperienza, vivendoli come parte del mio stesso respiro.

È stata per me la maternità.
Gravidanza e parto sono stati viaggi nella luce pura.
Li ho vissuto con estrema consapevolezza, da uno stato di coscienza espanso.
Scrivevo, creavo, mi nutrivo di amore donando amore.
Ed è allora che ho sentito la chiamata: non potevo più parlare solo ai ragazzi a scuola.
Volevo parlare anche alle donne.
A tutte le donne che, come me, sentivano una chiamata verso qualcosa di più grande.
E così ho aperto il mio business online e ho iniziato a portare il mio lavoro nel mondo.
L'ho attraversata di recente: la separazione dal padre di mio figlio.
Un dolore che ha liberato spazio.
Uno strappo che mi ha ricucito addosso la mia verità. E mi ha dato un’energia nuova, quella che oggi mi sta mostrando la via…
Fuori e dentro.
Studio, scrivo, pratico discipline che lavorano su corpo, energia e coscienza.
Sto scrivendo la tesi del mio percorso di counseling.
Partecipo a cerchi di donne e a cerimonie sciamaniche. Suono il tamburo. E custodisco per me spazi rituali e profondi, in cui il mistero può respirare e la vita fluire.
Nei miei percorsi non offro risposte, ma strumenti.
E soprattutto presenza.
Perché in ogni donna c’è una saggezza antica che va solo lasciata emergere.
Da qui nasce NAOS, il mio percorso di mentoring: lo spazio sacro che ho creato per le donne che sentono la chiamata a ritornare al proprio Tempio interiore e risvegliare il loro magnetismo naturale per vivere pienamente la vita che desiderano.
